ciprianiUn giorno mi svegliai e decisi di andare a scuola a cavallo del mio gatto.
Lo decisi fermamente e non vi fu verso di farmi cambiare idea.
Ci misi più di mezz’ora per convincerlo, il gatto.
Alla fine riuscii a montarlo. Fiera. Era un gatto persiano. Ciro.
Le difficoltà arrivarono al primo ponte.
Ciro non voleva salire nemmeno sul primo gradino. Gli davo dei colpetti ai fianchi con i talloni, ma lui miagolava «no».
Lo attraversai a piedi e lui anche. Poi rimontai in groppa e mi avviai al trotto verso il ponte dell’Accademia. Il grande ponte dai 104 scalini. «Ciro», dissi. «Vai!»
Lui miagolò un: «È troppo faticoso».
Replicai che non gli avrei dato il solito pesce. E così, piano piano, sotto gli occhi esterrefatti dei passanti, attraversai in groppa a Ciro il Grande Ponte.
A scuola i compagni mi accolsero con «È arrivata la marchesa di Carabas!»
Ciro si sentì protagonista e si mise ritto in piedi sulle zampe posteriori. Gli mancavano gli stivali e il cappello, ma camminò al mio fianco fino all’aula. Poi, pensieroso e incerto, si allontanò da me, e appena uscito dall’aula, voltando la faccia e non vedendomi più, si accucciò alla base del ponte ad aspettarmi.

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