chiave gaudiBarcellona, 6 giugno 1926

«Deve sembrare un incidente, intesi?» disse con voce cavernosa l’uomo con la maschera.
«Non si preoccupi, Asmodeo. Così sarà», rispose uno dei due uomini che, intimoriti, gli stavano davanti.
Entrambi erano giunti alla cripta all’ora stabilita. Avevano indossato le vesti di lana nera con l’ampio cappuccio, quindi si erano diretti all’altare, un pentagono scolpito in un blocco di marmo nero, dove Asmodeo li attendeva. La cripta, situata sotto il palazzo signorile del ristorante 7 portes, era rischiarata da piccole candele fissate alle pareti, le cui fiamme azzurrine creavano un’atmosfera spettrale. Ai lati dell’altare, due candelabri illuminavano la figura dell’uomo che si preparava alla cerimonia. Posò il calice con delicatezza e levò lo sguardo verso i due incappucciati. La luce tenue fece brillare la maschera da carnevale veneziano che indossava. Nascondeva un volto che nessuno tra gli uomini mensola aveva mai visto. Con un lieve cenno della mano destra fece loro segno di parlare.
«Lo abbiamo seguito per parecchio tempo, esattamente come lei ci ha ordinato. Il vecchio percorre sempre il medesimo tragitto. Lascia il suo alloggio nel cantiere intorno alle cinque e mezzo del pomeriggio e si dirige verso la chiesa nella piazza dedicata a san Filippo Neri», disse il più alto dei due.
«È un bel pezzo di strada.»

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Una risposta a Le prime righe di: “La chiave Gaudí”

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  1. Tiziana

    affascinante introduzione, fa scaturire la voglia della lettura dell’intero libro.

    4:51 pm, Commento

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