3 Gennaio

«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia…»
Ti ricorderemo tutti così, Edi carissima: per la forza, la dolcezza e la felicità che riuscivi a mettere in tutte le cose.
Una collaboratrice unica, sensibile nel tradurre e nell’interpretare. Il fascino e l’originalità della tua scrittura rimarranno nei tuoi romanzi. Sei stata una vera scrittrice, anche perché umile e paziente: hai messo il tuo talento al servizio degli altri, senza narcisismo né supponenza. Ma soprattutto sei stata – e sarai sempre – per noi una grande amica, generosa e affettuosissima.
Resterai sempre con noi.

Stellina, Nicoletta G., Giovanna, Sara, Patricia, Giovanni, Elisabetta A., Franca, Antonella B., Ilde, Elena M., Francesca M., Anna, Enrico, Maria Paola, Greta, Valentina, Francesca V., Benedetta, Silvia, Stefania, Antonella R., Gabriella S., Giuliana, Nicoletta B., Elena B., Tommy, Alice, Mariarosa, Piera, Francesca M., Emma, Elisabetta R., Alessio, Giulia, Laura C., Carlo V., Francesco, Andrea, Daria, Antonella C., Laura, Carlo M., Sabrina, Nicoletta M., Gabriella N., Silvia R., Silvia V., Serena, Marina, Nicoletta B., Cecilia, Monica, Silvia B., Paola, Margherita, Francesca C., Angelo D., Maria Elisa, Alessandra, Donata, Rachele, Roberta , Angelo C., Marina, Rita, Giorgio, Antonio, Sonia, Emanuela, Gabriela, Alessandro, Emad

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Una risposta a Per Edi

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  1. Federico

    Non sono mai stato bravo con le parole.
    Io, che a scuola affrontavo spavaldo il compito di matematica e tremavo guardando il foglio bianco del tema, mi sento piccolo piccolo a varcare - in punta di piedi - la soglia di chi dell’arte della Parola ha fatto il proprio mestiere.
    E ancora più piccolo mi sento ora, di fronte all’immensità di un Cuore che ha dato tutto se stesso, fino all’ultima goccia di Vita, per quella creatura così tanto amata da diventarne la prima ragione di esistenza, la più importante al mondo.
    Con questo mio senso di inadeguatezza, voglio perciò ricordarti con le Parole che tu stessa hai scritto, e che di quel dono incommensurabile sono l’immagine più fedele.

    “La luce del nuovo giorno li sorprese nella stessa posizione, Daniel addormentato e Thilde sveglia a cullarlo. Ancora una volta emozionata dal contatto con quel corpicino caldo e indifeso, ma consapevole del sentimento che la turbava.
    Si prova questo quando si è madri! Sì, dev’essere questo… Sentire che tutto quello che conta al mondo è tra le tue braccia e sentirti più forte, più felice!”

    Il sole d’inverno

    7:07 pm, Commento

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